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Dove il mio cuore mi porterà !!!

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L’inferno e il paradiso

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Rabbia e Disgusto


Purtroppo non e’ una bufala, copia il link oppure clicca in fondo alla pagina:

http://wolfmagic.altervista.org/kira.html

Se ami la vita e vuoi mandare in galera questi bastardi, firma la petizione.
Ricordati anche di girare questa e-mail a tutta la tua rubrica.

(Taddy e Gloria)

Grazie a Taddy e Gloria che mi hanno messo a conoscenza di questo ennesimo sciempio da parte dell’uomo….
opponiamoci con tutte le nostre forze a questi inconsapevoli che diventano mostri di questa nostra decadente società.

Ciao Kira, sono sicuro che il dolore e l’umiliazione che hai dovuto sopportare non verrà dimenticato.

Maximo
Riferimenti: Petizione per dire basta a questi orrori

Segnali nel deserto!!!


Il sole tramonta piano, ma inesorabile…..
dietro montagne che fanno da confine a questa vasta piana,
il deserto peruviano ha un aspetto,più trasandato di qualunque altro deserto,
ma non per questo perde il suo fascino,
la notte è scura e la luna non ha voglia di sorprenderla,
il suo manto scende leggero ,ma denso ,
molto più denso di qualsiasi altra notte.
La jeep prosegue lungo l’ unica strada che squarcia il deserto come se fosse una lunga immaginaria linea della vita….
Silenzio….buio…. vita!!!
Accostiamo lungo il margine e anche il goffo brontolio del motore cessa,
scendere vuol dire immergersi in un buio denso,che ha la consistenza dell’acqua e si fonde in un attimo con i conosciuti confini del mio corpo.
Non si può parlare, la comunicazione in questa sostanza avviene solo ed esclusivamente con la percezione….
I respiri sono un unico respiro e anche se muovi il corpo non lo puoi vedere e questo ti fa perdere in un attimo le certezze che conosci.
E’ difficile sperimentare l’unione con il tutto fino a quando gli occhi trasmettono informazioni di confini inesistenti.
Questa speciale notte è uno dei più forti ed intensi segnali di conoscenza di ciò che realmente siamo contro la nostra convinzione di ciò che crediamo di essere….
Sorrido e libro nell’aria una serenità che non può nè avvalersi di immagini nè potrebbe farlo….
Pablo che in questo posto ci è nato sorride con il cuore e io lo sento…
Felice, sono consapevole di aver incontrato un fratello.
Quale altro desiderio non realizzato potrebbe mai infrangere questa atmosfera???
E’ un dono alla portata di tutti.

Maximo

Ps: ogni commento ed ogni pensiero ,anche non commentato inerente alla partenza della mia nonnina,mi ha scaldato il cuore e anche se ultimamente non riesco a scrivere spesso mi ha dato ulteriore convinzione che il cuore di chi è passato di qua è immenso e colmo d’amore,sono lusingato e con grande emozione che vorrei abbracciarvi tutti.

Grazie di cuore

La mia ultima Nonna !!


Le partenze,rappresentano simultaneamente la fine di qualcosa per qualcuno e l’inizio di un nuovo capitolo per altri, eppure la partenza è sempre quella è solo la nostra percezione che cambia.
A volte la serenità di chi parte non ci sembra vera, come è possibile che non si strugga quanto me, nel vedere che la distanza aumenta e gli occhi ormai non riescono più a distinguere le sagome.
La serenità sta proprio nel fatto di percepire un po di più di chi resta, l’inizio di una fase evolutiva superiore.
Quando il 31 dicembre 2006 ho guardato il cielo prima della esplosione dei festeggiamenti, le nubi in cielo formavano un immenso lenzuolo bianco che ricopriva la volta scura del cielo con tutte le sue stelle, ma guardando meglio un lembo strappato faceva intravedere tre stelle allineate, bellissime, quasi a farmi vedere che oltre al velo che ci circonda c’è tutto ciò che di noi non vediamo.
E’ a quelle stelle che ho affidato la persona che più di tutte ha segnato la mia infanzia con il suo amore, con la sua dedizione e fino all’ultimo con i suoi sguardi stracolmi di amore per me , quelli sguardi hanno un sapore unico perchè ti vengono donati senza fare niente per meritarli.
La mattina del 1 gennaio 2007 mi ha portato via la mia ultima nonna, non sono triste anche se piango, è solo che a volte credo che l’amore non espresso a pieno o tenuto a freno , nasconde un abisso d’amore che ha paura di uscire per stravolgere tutto….
Quel abisso l’ho veduto attraverso la vita di una donna che ha donato tutta se stessa ad un progetto di famiglia e fino all’ultimo se l’è goduta ed ammirata, con i suoi passi incerti e zoppicanti da una stanza all’altra , non ha mai ambito a qualcosa di più di questo, ma pur vedendo e contemplando ciò di cui andava orgogliosa il suo amore l’ha legata sempre di più a questa vita, per questo vederla andare via da questa nostra percezione di vita , mi strugge , ma non sono infelice per lei, ma forse per me stesso che ora quell’amore lo dovrò percepire e ritrovare dentro di me, perchè lei come gli altri miei nonni andandosene mi hanno affidato la loro essenza.
Avrei voluto esserci alla stazione quando il treno è partito, anche solo per dedicarti un ultimo sguardo un ultimo cenno di saluto,ma sò che quando sei consapevole di partire sei anche consapevole di essere solo e allora che scosti il lenzuolo che da sempre ci separa da ciò che davvero siamo a quel punto ogni primordiale percezione lascia spazio a qualcosa che va ben oltre a ciò che è comunemente convenzionale.
Ciao Nonna ,Ciao Anna , Ciao Sidonia tre nomi per altrettante sfaccettature di una donna che è stata matrona di casa , nonna premurosa e bambina quando insieme guardavamo Candy Candy alla TV nei pomeriggi di 25 anni fa .
Non hai mai potuto correre per via delle tue gambe malate, adesso vola, vola più in alto che puoi e lì che cercherò sempre il tuo sorriso e il tuo amore.

Ti voglio bene Nonna

Cammino per non calpestare i fiori…..


Diverso è il passo di chi ha la mente inquieta….
mi trovo ai margini di una piccola strada…..
transenne grigie e fredde, come un inverno ormai passato,
dividono i corridori, i maratoneti e i mezzofondisti da apparenti
spettatori che gioiscono e salutano chi ambisce al trofeo….
Un poco più in là c’è il mio albero e seduto sulle grandi radici osservo.
C’è stato un momento in cui ho corso, ho ambito a vincere, ma non è mai stata la vittoria a giustificare la corsa, ma semmai la corsa a farmi passare velocemente attraverso a ciò che non ho mai veduto.
Adesso seduto rifletto su quante volte sono passato davanti a questo albero e non ho mai notato le sue forti radici, il suo tronco immobile e saldo, tante troppe volte avrei dovuto bere al calice d’ombra che egli mi offriva, ma dovevo vincere assolutamente, dovevo arrivare…. ma dove?
In fondo ho corso tanto, ma l’albero era ed è sempre stato lì, se ci ripenso ora è come se lo vedessi sorridere, mentre travolto dal sudore e dall’ardore l’unica cosa che ritenevo importante era stringere quel trofeo,
io sopra tutti e con la prova nelle mie mani.
Una vittoria che mi distingue dagli altri, è una vittoria illusoria alimenta le distinzioni, accresce il mio io, ma sopratutto è effimera e richiede continua alimentazione, sete di vittoria, sete di potere, da quando mi siedo ai piedi di questo albero non ho più sete nè fame…
E’ vero a volte ho gli occhi tristi, ma solo perchè parte di me ancora corre, per questo se posso risalgo sulla mia amaca.
Una parte di me oggi soffre la fame, un altra cerca rifugio in una stazione, una è morta trafitta da un proiettile e un’altra piange persone care che non ci sono più tenendo per mano la solitudine….
Il Natale racchiude un solo unico e vero sentire, e non è una legge ,ma semplicemente un sentire che ognuna delle mie parti ha ed ognuno al mondo possiede, ma nonostante questo continuiamo a correre.
C’è anche una parte di me che vince, che è circondata dal lusso, c’è una parte che governa il mondo e prende decisioni che muteranno le condizioni di molte parti di me….
Come è possibile gioire se le tue braccia sono forti, protette da maglioni firmati, ornate di braccialetti o orologi preziosi, ma le tue gambe sono esposte al freddo dell’inverno,ricoperte di ferite, malnutrite e senza forza muscolare….
Le mie contradizioni profonde sono le contradizioni del mondo che osservo.. non ci sono distinzioni, solo la consapevolezza di questo ci fa ritrovare l’armonia con il proprio essere.
A volte chi corre mi vede, qualcuno fa un cenno con la mano, altri un sorriso, un piccolo filo di luce che può creare la più grande centrale di energia, l’unica che non può essere concepita da singole menti,ma da un sentire universale.
Poi ci sei tu che corri, forse non per vincere, ma solo perchè ti sembra di non avere scelta oppure per poter partecipare alla festa dopo l’arrivo, ma comunque corri, sorprendentemente tu un giorno mi hai visto e mi hai fatto il più bel sorriso che si potesse immaginare, da quel giorno la mia amaca ogni tanto è vuota ed io corro accanto a te, ti detergo il sudore, minimizzo le tue ansie a volte vorrei che smettessi di correre per passare qualche istante all’ombra di quello splendido albero, allora ti abbraccio e ti tengo stretta forte a me, ti parlo con il cuore urlando il mio amore in un universo senza suoni è allora che attraverso la transenna di pelle sento il calore della tua anima che si fonde con la mia, un istante che placherebbe ogni bramosia di avere di più, perchè in quel momento si è già oltre le illusioni, immersi in unico bagliore di luce, paradossalmente nel buio più profondo non abbiamo timore di perderci, ma alla luce artificiale di questo mondo le nostre paure ci allontanano, la mente pilota la nostra vita e il nostro sentire diventa improvvisamente sordo.
Gli occhi guardano nelle direzioni sbagliate e trasmettono informazioni analittiche al cervello, mentre dovremmo aprire gli occhi all’interno del nostro essere e non ci sarebbe bisogno di trasmettere informazioni perchè ciò che vediamo è la verità che non ha bisogno di essere capita o analizzata,in un universo senza suoni tutto è un suono indescrivibile così ciò che siamo non ha una immagine a cui si possa associare.
Forse anche tu mi vedi correre, ma quella è solo la parte di me che non può fare a meno di averti accanto, se guardi meglio mi vedrai seduto all’ombra di quel bellissimo albero, e più spesso mi vedrai più riuscirò a farti salire sulla mia amaca da dove potremmo osservare da lontano la futilità dei premi in palio, da quassù vedremo infinite amache appese alle stelle sono i sorrisi che non vediamo, gli sguardi di cui non ci curiamo, sono quelle delle persone che vedono il nostro cuore più di quanto a volte non riusciamo a fare noi.
A te, ai miei genitori, ai tuoi, alla mia nonnina che sta cercando di correre, nonostante i suoi 91 anni,ai miei e i tuoi cari, ai nostri amici, ai miei fratelli nick, jack ,dany ,lollo, alla mia famiglia virtuale del Blog e ad ognuno di quei sorrisi che in qualche modo mi hanno fatto sentire a casa……

Buon Natale e un radioso 2007

Non dimentichiamoci mai delle parti di noi stessi che in questo stesso istante stanno lottando per sopravvivere e così come non affronteremo mai a cuor leggero l’amputazione di una gamba o di un braccio, così, facciamo in modo di essere vicini a quelle parti di noi che stanno affrontando un cammino più impegnativo del nostro,non liberiamoci di loro come se niente fosse, ma teniamo accesa la luce per potergli indicare la direzione.

Una notte così


E’ solo una notte così……
mi ascolto….. dentro di me,
una fabbrica produce pensieri,
crea scenari futuri che vivrò….
ma io in fondo…..
sono sempre immobile,
semplicemente osservo,
quello che sono, come mi trasformo,
in base alle situazioni,
quando riesco mi cullo sull’amaca,
e sorrido a ciò che creo,
altre volte mi faccio coinvolgere,
al punto da dimenticare di essere sull’amaca.
E’ davvero paradossale,
creiamo situazioni incredibili,
solo per immergerci e portare una parte,
di ciò che siamo al di là del nostro creato,
quando invece ciò che cerchiamo,
è gia accanto a noi sull’amaca.
Il solo semplice cercare,
mi allontana da ciò che già
mi appartiene.
Io mai ti cercherò.
aprirò semplicemente i tuoi occhi,
dall’interno del tuo essere,
e finalmente mi vedrò,
attraverso i tuoi.

Maximo

Dodici Minuti


Quando mi sono girato, era troppo tardi……
La sua sagoma si ingigantiva esponenzialmente nello spazio racchiuso in un batter di ciglia è così che ho capito di non poter far nulla o ad essere più preciso non ho voluto far nulla è così che doveva andare….
Sabato mattina ho deciso di prendere lo scooter ero normalmente in ritardo e mi è sembrata una buona idea.
Quando alle 10.28 il verde del semaforo si è illuminato, la mia mano sul gas ha ruotato senza nessuna esitazione,la strada era trafficata ma lo spazio non mancava…. e lo scooter ci mette davvero poco ad arrivare ad 80 km orari….,mi guardo normalmente in giro lo faccio sempre con quella sicurezza di chi ha sotto controllo ogni cosa…,ma sabato non è stato così.
Quando il mio sguardo è tornato dopo un solo istante a guardare la strada…la strada semplicemente non c’era più,al suo posto la sagoma gigantesca di un camioncino furgonato…..
Quanti pensieri in un solo istante,ma a differenza di altre volte è mancata la paura,quando il mio corpo ha sfidato la forza di gravità e si è preparato all’impatto ho semplicemente deciso di accettare ciò che stava accadendo….
Niente dolore solo una morsa incredibile al collo che stringeva sempre di più,sembrava quasi ci fosse qualcuno che cercasse di strozzarmi, poi la stretta è cessata all’improvviso e per qualche attimo nessun rumore , un incredibile silenzio sospeso….
Quando i rumori hanno cominciato a rinascre il mio corpo era un manichino sull’asfalto,non avevo nessuna intenzione di muoverlo, a dire il vero mi sono quasi stupito di essere ancora qui.
La visiera nera del casco mi garantiva una buona privacy dagli occhi incuriositi di chi era accorso sul luogo dell’incidente e allora ho provato ad aprire gli occhi e sono rimasto qualche istante ad osservare il mondo da un altra prospettiva.
Quando il check-in del cervello è stato completato ho avuto la conferma di essere ancora tutto intero, il dolore alla gamba era gestibile e l’adrenalina aveva silenziato qualsiasi altro dolore.
Bhè ,mi sono detto molto probabilmente il mio compito qui non è ancora terminato,ho sorriso alla vita e mi sono rialzato.
Lo scooter purtroppo ha seguito un’altra sorte i suoi pezzi erano ovunque,il parabrezza che aveva cinto il collo qualche istante prima era rimasto al suo posto e tutto intero,come è possibile ?? se avesse ceduto sarebbe affondato nel mio collo… grazie amico alla fine hai parato la mia vita ,oltre alla brezza a cui eri destinato.
Sono le 10.40 sono in piedi parlo e sorrido, sono tranquillo e sereno e sempre più convinto dell’impermanenza di ogni cosa….
Questi sono i miei dodici minuti.

Maximo

Ps: Adesso sono un pò dolorante da per tutto ma miglioro a vista d’occhio. ;-)

Io non sono……


Non sono niente.

Non sarò mai niente.

Non posso volere d?essere niente.

A parte questo ho in me tutti sogni del mondo.

-F.Pessoa-

Tutto ciò che non vediamo è reale!!


Voglio parlarti,
lo farò con il silenzio che è il luogo dove dimora la mia anima,
ogni parola esce gonfia di sensazioni,
ma quello che si vede è una immagine,
riflesione di luogo comune,
che menti intrepide traducono con il loro vocabolario,
quello che dico,
lo vedi attraverso i miei occhi,
prima,molto prima che le parole nascano,
e quando le parole giungeranno fino a te,
chiudi il vocabolario,
guarda nei miei occhi,
sentirai il suono armonico di una sinfonia,
e non il rimbombo di una cadenza conosciuta.
Per comunicare oltre i confini che ci siamo creati,
bisogna visitare un luogo dove i confini
non sono mai esistiti.
Io da sempre ti aspetto là,
seduto sulla panchina,
al cospetto del grande albero che si nutre della terra,
solo per poter toccare il cielo.

Maximo